
martedì 6 maggio 2008
Google agli azionisti: "Non votate contro la censura"

martedì 29 aprile 2008
Piccole riflessioni sulla Free-Press

“Stiamo entrando nell’era della free press: è stato il web a insegnare alle nuove generazioni che non devi pagare per i contenuti: la libera circolazione sarà un trend in crescita per tutti i media”.
Sono solo in parte d’accordo con la riflessione che Giovanni Valentini scrive nel saggio Media Village. D’accordo perché credo che i quotidiani free-press siano la naturale prosecuzione dei giornali di carta. Solo in parte perché non penso sia stato il web ad abituare le nuove generazioni alla gratuità dell’informazione. La tendenza dell’informazione verso una fruizione gratuita, finanziata dalla pubblicità, forse è iniziata già nel secondo dopoguerra, con la radio prima e con la televisione privata dopo.
Entrambi i mezzi sono nati come due “free media”, che basano i loro conti esclusivamente sulla pubblicità. In questa prospettiva è rimasto il quotidiano tradizionale a costituire l’eccezione. Specialmente in Italia, la free-press ha avuto il merito di riuscire a rompere quel muro di diffidenza esistente tra i cittadini medi e il giornalismo su carta stampata. In un Paese caratterizzato da un giornalismo privo di quotidiani popolari e imperniato sul dibattito politico, i free-papers sono riusciti a intercettare i consumatori desiderosi di un’informazione più leggera e secca, ma al tempo stesso seria e affidabile.
Come ha scritto Paolo Murialdi sulla rivista «Problemi dell’Informazione», “questi sono giornali di notizie. Anzi, sono la perfezione del notiziario”. Un format che va benissimo, per ora. Ma che non può rappresentare una soluzione a lungo termine. La vera sfida i free-papers la dovranno sostenere quando, e non avverrà tra molto, tutti, anche i consumatori medio-bassi, possiederanno un palmare o un normale cellulare dotato di connessione wireless con il quale potranno consultare online le notizie del giorno, corredate magari da video, gallerie fotografiche, inserti audio, ecc. Sarà allora che i free-papers dovranno far valere il valore aggiunto della carta stampata: la narrativa, la saggistica, la capacità di scrittura ancora capace di attirare il lettore.
lunedì 28 aprile 2008
Video interattivi
Ecco un video, che ho intercettato sul blog di Antonio Larizza, che si può definire interattivo. Lanciatelo e interagite con il mouse a vostro piacere. Si può anche zoomare sui particolari...La tecnologia è stata prodotta dalla Immersive media, che sul suo sito offre altre simpatiche demo.
domenica 27 aprile 2008
Tecnologia e ironia nelle vignette di Remender

sabato 26 aprile 2008
Il Prof. si fa cavia e va su Youtube
Walter Lewin è un docente di fisica al Mit di Boston. Capelli bianchi e lunghi, occhiali dalla spessa montatura nera, è diventato per tutti il "Professor Pendolo" da quando ha deciso di farsi riprendere appeso a un cavo per spiegare agli studenti cos'era l'istrionismo. Il video è stato il più scaricato da iTunes. Le sue lezioni sono ora disponibili anche su Youtube, in una delle tante playlist del canale del Mit.
Lewin, rigorosamente in calzini e sandali, si cimenta ogni volta in strani esperimenti per spiegare le leggi della meccanica. Chapeau!
martedì 22 aprile 2008
Un tatuaggio di 2095 parole

lunedì 21 aprile 2008
La Sony sommerge Miami con la schiuma
Questo è quello che io chiamo un video virale.
La Sony, che non è nuova a iniziative di questo genere, questa volta si è affidata alla creatività di Warren Ellis per pubblicizzare la sua nuova catena di fotocamere. Il video, di circa un minuto, è stato caricato su Youtube una settimana fa e da allora si è espanso per la rete passando da un utente all'altro.
"Immagini. Come nessun altro" è lo slogan. In questo caso l'immagine è quella di una Miami coperta di schiuma, ispirata alle feste in discoteca in cui si riempie la sala di schiuma per rendere più divertente e sensuale il ballo. Qui è stato usanti il più potente cannone di bollicine mai costruito, in grado di sparare in giro per la città una quantità incredibile di schiuma che non solo ha pacificamente avvolto palazzi, persone e oggetti ma che poi è anche volata a mo’ di nuvola tutto intorno.



