martedì 6 maggio 2008

Google agli azionisti: "Non votate contro la censura"


Ecco un mio articolo pubblicato su Repubblica.it lo scorso 29 aprile

Anche Google prende posizione netta a favore della censura. E lo fa in modo ufficiale. Dando consigli ai suoi azionisti. È risaputo come in Cina i risultati delle ricerche su materiali considerati scottanti o scomodi al regime siano filtrati dallo stesso motore di ricerca americano. Giovedì 8 maggio, però, gli azionisti hanno la possibilità decidere di cambiare rotta. Ma se seguiranno le indicazioni della casa madre, non lo faranno. La prossima settimana si terrà a Mountain View, quartier generale del colosso di internet, l'assemblea annuale degli azionisti. Tra i vari punti all'ordine del giorno, però, questa volta ne figurano un paio piuttosto insoliti: il primo richiede l'introduzione di norme per impedire la collaborazione attiva con la censura attraverso il filtraggio dei risultati delle ricerche; il secondo propone la creazione di una Commissione per i diritti umani, con l'obiettivo dichiarato di combattere legalmente le pressioni esercitate dalle autorità locali dei Paesi in cui opera Google. La dirigenza però non si è dimostrata entusiasta di queste idee. E nella sua guida ufficiale rivolta agli azionisti sconsiglia vivamente la votazione a favore di questi due punti. Nella sezione del documento, alla voce "Consigli per il voto", in riferimento ai due ordini del giorno si legge: "I direttori raccomandano di votare contro la proposta dell'azionista".
Una figuraccia per il colosso del web creato dai due studenti Larry Page e Sergey Brin. Già in passato esperti informatici avevano smascherato la collaborazione con le autorità cinesi da parte di Yahoo! e MySpace, rei di aver oscurato dei blog di giornalisti e dissidenti. Una delle provocazioni più interessanti in giro per la rete è Censearchip. Si tratta di un sito internet ideato da due giovani studenti di informatica dell'università dell'Indiana che, dividendo lo schermo in due e interrogando le versioni locali di Google e Yahoo, offre un'analisi comparata dei diversi risultati di ricerca ottenibili in Cina, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania. La ricerca può riguardare sia contenuti testuali che fotografici. Basta digitare formule come "Repression Tibet", "Taiwan government", "Democracy" o ancora "Tien an men 1989" per accorgersi di come le risposte siano completamente differenti e di come, purtroppo, anche il web non rimanga immune dalle maglie della censura.

martedì 29 aprile 2008

Piccole riflessioni sulla Free-Press


“Stiamo entrando nell’era della free press: è stato il web a insegnare alle nuove generazioni che non devi pagare per i contenuti: la libera circolazione sarà un trend in crescita per tutti i media”.

Sono solo in parte d’accordo con la riflessione che Giovanni Valentini scrive nel saggio Media Village. D’accordo perché credo che i quotidiani free-press siano la naturale prosecuzione dei giornali di carta. Solo in parte perché non penso sia stato il web ad abituare le nuove generazioni alla gratuità dell’informazione. La tendenza dell’informazione verso una fruizione gratuita, finanziata dalla pubblicità, forse è iniziata già nel secondo dopoguerra, con la radio prima e con la televisione privata dopo.

Entrambi i mezzi sono nati come due “free media”, che basano i loro conti esclusivamente sulla pubblicità. In questa prospettiva è rimasto il quotidiano tradizionale a costituire l’eccezione. Specialmente in Italia, la free-press ha avuto il merito di riuscire a rompere quel muro di diffidenza esistente tra i cittadini medi e il giornalismo su carta stampata. In un Paese caratterizzato da un giornalismo privo di quotidiani popolari e imperniato sul dibattito politico, i free-papers sono riusciti a intercettare i consumatori desiderosi di un’informazione più leggera e secca, ma al tempo stesso seria e affidabile.

Come ha scritto Paolo Murialdi sulla rivista «Problemi dell’Informazione», “questi sono giornali di notizie. Anzi, sono la perfezione del notiziario”. Un format che va benissimo, per ora. Ma che non può rappresentare una soluzione a lungo termine. La vera sfida i free-papers la dovranno sostenere quando, e non avverrà tra molto, tutti, anche i consumatori medio-bassi, possiederanno un palmare o un normale cellulare dotato di connessione wireless con il quale potranno consultare online le notizie del giorno, corredate magari da video, gallerie fotografiche, inserti audio, ecc. Sarà allora che i free-papers dovranno far valere il valore aggiunto della carta stampata: la narrativa, la saggistica, la capacità di scrittura ancora capace di attirare il lettore.

lunedì 28 aprile 2008

Video interattivi


Ecco un video, che ho intercettato sul blog di Antonio Larizza, che si può definire interattivo. Lanciatelo e interagite con il mouse a vostro piacere. Si può anche zoomare sui particolari...La tecnologia è stata prodotta dalla Immersive media, che sul suo sito offre altre simpatiche demo.

domenica 27 aprile 2008

Tecnologia e ironia nelle vignette di Remender


Andy Remender, un talentuoso illustratore americano, ha ideato Technotuesday.com, uno dei più interessanti "Draw blog" (blog illustrati) in giro per la rete. Ogni martedì Remender aggiorna il suo sito, caricando una vignetta comica incentrata, come le altre, sull'ironia delle nostre sorti irrimediabilmente legate alla tecnologia. Spaziando così dal ritratto di un Babbo Natale che viene meno al suo dovere perchè stregato dal fascino di una chat room all'immagine di una madre intenta ad addormentare il figlio parlandogli di iTunes, fino al disegno di una ragazza in lacrime davanti a un cellulare che non squilla mai.

sabato 26 aprile 2008

Il Prof. si fa cavia e va su Youtube

Walter Lewin è un docente di fisica al Mit di Boston. Capelli bianchi e lunghi, occhiali dalla spessa montatura nera, è diventato per tutti il "Professor Pendolo" da quando ha deciso di farsi riprendere appeso a un cavo per spiegare agli studenti cos'era l'istrionismo. Il video è stato il più scaricato da iTunes. Le sue lezioni sono ora disponibili anche su Youtube, in una delle tante playlist del canale del Mit.
Lewin, rigorosamente in calzini e sandali, si cimenta ogni volta in strani esperimenti per spiegare le leggi della meccanica. Chapeau!

martedì 22 aprile 2008

Un tatuaggio di 2095 parole


Un’opera d’arte vivente. E in quanto tale anche mortale. Si tratta del progetto “Skin”,opera in corso di produzione dell’artista newyorchese Shalley Jackson. Già nota per il suo ipertesto “Patchwork Girl”, pubblicato nel 1995 dalla Eastgate Systems, la Jackson ha composto un racconto, dal contenuto totalmente ignoto, che sarà pubblicato esclusivamente “sulla pelle degli uomini”. Il testo, intitolato Skin e composto da 2095 vocaboli, verrà infatti tatuato sulla pelle di altrettanti partecipanti, una parola ciascuno. L’appello, lanciato nel 2003, ha avuto ampia eco: in più di diecimila si sono offerti per il progetto e stando alle cifre che la Jackson aggiorna costantemente sul suo sito, le parole già tatuate sarebbero circa 510. “Il racconto sarà noto solo ai partecipanti – spiega l’artista – invecchierà con loro e si corroderà assieme alla loro pelle. E quando l’ultimo di essi spirerà allora anche la storia morirà”.

lunedì 21 aprile 2008

La Sony sommerge Miami con la schiuma

Questo è quello che io chiamo un video virale.
La Sony, che non è nuova a iniziative di questo genere, questa volta si è affidata alla creatività di Warren Ellis per pubblicizzare la sua nuova catena di fotocamere. Il video, di circa un minuto, è stato caricato su Youtube una settimana fa e da allora si è espanso per la rete passando da un utente all'altro.

"Immagini. Come nessun altro" è lo slogan. In questo caso l'immagine è quella di una Miami coperta di schiuma, ispirata alle feste in discoteca in cui si riempie la sala di schiuma per rendere più divertente e sensuale il ballo. Qui è stato usanti il più potente cannone di bollicine mai costruito, in grado di sparare in giro per la città una quantità incredibile di schiuma che non solo ha pacificamente avvolto palazzi, persone e oggetti ma che poi è anche volata a mo’ di nuvola tutto intorno.